Paola Muraro

Paola Muraro indagata. Proprio adesso

La dottoressa Paola Muraro, assessore alla sostenibilità ambientale del Comune di Roma, è indagata. Non è solo iscritta al registro degli indagati. Per cui martedì 13 dicembre 2016, nelle prime ore dopo la mezzanotte, ha rassegnato le dimissioni e la sindaca Virginia Raggi le ha accettate, assumendo la carica ad interim.

Be’? Che c’è da balbettare, là fuori? Muraro ha fatto esattamente quel che aveva detto, Raggi ha mantenuto quel che aveva promesso. Tutte le altre dietrologie sono solo patetiche. Tuttavia, come diceva l’On. Giulio Andreotti, pensare male è brutto ma di solito ci si indovina.

Francamente, pare molto, molto strano che – guarda caso – solo adesso, a bocce appena fermate dopo lo sganassone del referendum costituzionale, gli inquirenti si siano decisi a confermare l’esistenza di indagini a carico della dott.ssa Muraro. Ognuno tragga le conclusioni che desidera, ma continua a essere strano.

Perché? Nell’era del governo Gentiloni – peste colga chi continua a dire “non eletto da nessuno”, giacché il presidente del consiglio non è eletto dal “popolo”, ma ciò non toglie che questo governo sia un “Renzi-bis” a tutti gli effetti – il PD non perde occasione per fare figure barbine: in aula i consiglieri hanno scatenato un putiferio, dimenticando che per reati altrettanto gravi nessuno di loro si sogna di chiedere le dimissioni del governatore della Campania Vincenzo De Luca, anch’egli abbondantemente indagato per istigazione al voto di scambio.

Altrettanto francamente, fa sorridere l’analisi del videomessaggio di Virginia Raggi da parte della prof.ssa Alice Mado Proverbio, docente di neurobiologia dell’Università di Milano Bicocca, pubblicata dall’Huffington Post: anche un laureato con 66/110 in Comunicazione avrebbe saputo raccontare di più e colto molti altri aspetti (posturali, prosodici, mimici, prossemici, tratti linguistici sopra e sottosegmentali, solo per dirne alcuni), dai quali sarebbe emerso molto altro. Ma l’importante era screditare Virginia Raggi e il MoVimento, come ormai è hobby preferito di certe pubblicazioni e di certe penne (con le dovute eccezioni).

Non importa. Non c’è bisogno di sottolineare ulteriormente l’imbarazzante posizione in cui si trova un governo che propone e insedia, come Ministro dell’Istruzione, una persona non laureata lasciando che un «infortunio lessicale» alimentasse l’equivoco. Valeria Fedeli sarà pure un’ottima sindacalista, ma sembrerebbe poco dotata delle necessarie competenze per parlare all’Italia non semplicemente di scuola ma – come emerge dalla sigla del dicastero che deve ora dirigere – di abbracciare il tema dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. E che ha poco da stupirsi: doveva essere chiara lei evitando ogni ambiguità, doveva essere più attento Gentiloni, punto e basta. Non è reato essere parlamentari o ministri senza laurea: è reato dire di essere laureati senza esserlo, questo sì. Ma in Italia ormai, dopo l’incresciosa laurea fasulla del Trota, nessuno si stupisce.

Questo il quadro. Adesso aspettiamo il 21-22 dicembre, quando la dott.ssa Muraro sarà audita. Possibilmente senza alzare polvere, come fanno i cani di piccola taglia per far vedere che sono grossi e feroci.

C’è una grande verità che Virginia Raggi ha detto quando s’è insediata: il vento è cambiato. E questo è vero. Ricordiamocelo. Anzi, ricordatevelo. I cittadini sono stufi.

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