Luisella Costamagna
Luisella Costamagna

Luisella Costamagna: «Raggi, dacci un taglio»

Sempre più spesso mi trovo in totale sintonia con i laureati in filosofia. Oggi sul Fatto Quotidiano è uscito un pezzo di Luisella Costamagna (1), per l’appunto filosofa con 110 e lode, intitolato Raggi, i cordoni con il passato vanno tagliati, le cui parole sono disposto a sposarle una per una.

Chi segue me e questo blog sa che sono stato sempre abbastanza critico nei confronti di Virginia Raggi. Ma l’ultima cosa che vorrei è quella di essere costretto a dare ragione a chi, fino a oggi, l’ha etichettata come «bambolina imbambolata» (Vincenzo De Luca), come persona che ha come riferimento «un certo mondo della destra romana» (Ignazio Marino), senza contare amici e conoscenti che la delineano con appellativi davvero poco qualificanti, che non sto qui a riferire: non è il mio stile, ma non è difficile immaginarli.

Il ruolo del sindaco di Roma è già “impossibile” di per sé. Eppure Virginia lo sapeva e lo sa: è di qui, non è nata sotto un pero.

La Roma che lei ha ereditato è una città al collasso infestata da squali: sono loro ad averla resa così. Con queste persone non si tratta, non ci si accompagna neanche nei salotti: si tagliano i cordoni (ombelicali e della borsa). Punto.

dice la Costamagna. Un modo elegante per dire quel che si è sempre detto in modo inelegante, come ama sentenziare un’amica francese: tirar fuori le palle. Operazione che, essendo puramente metaforica, può riuscir benissimo anche a una donna, tipicamente non progettata con tali strumenti.

La disinformazione e l’accanimento nei suoi/vostri confronti (per cui Sala viene difeso da indagato, lei attaccata da non indagata) è vergognosa, lo so, ma è il prezzo da pagare alla rottura del sistema di potere, anche mediatico, che volete rappresentare. Non solo deve/doveva metterla in conto, ma evitare di offrire appigli.

ricorda la Costamagna. Ed è innegabile: gli attacchi ci sono fin dal giorno 1 e continueranno a esserci, persino dalle agenzie di stampa (l’Adnkronos ha detto di aver appreso una frase mai pronunciata dalla sindaca: «Io non mi sento più parte del M5S, non mi ci riconosco più». Una simile frase è semioticamente un colpo basso, bassissimo, ma ormai partito dalla canna della pistola).

Questo non deve costituire, però, una giustificazione. Non c’è più spazio per gli errori. Perché ha scelto Muraro, perché si è tenuta stretto Marra?, si chiede la Costamagna. «Da cittadina romana so con quale malafede si attribuiscano a lei disastri che in realtà ci trasciniamo da anni (salvo che gli altri sindaci non godevano certo della sua attenzione mediatica), ma almeno un segno di novità doveva darlo, per non passare per chi dice solo No (Olimpiadi, metro, stadio)», dice la filosofa-giornalista.

E non riesco a darle torto. Sarà che nel 2011, dopo 30 anni di scienze dure (informatica e matematica), delle strane forze mi hanno trascinato in quella che ancora si chiamava Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Roma Tre, facendomi passare per un esame di Scienza Politica da 6 CFU e uno di Filosofia Politica da 12 CFU, che mai avrei immaginato di sostenere in vita mia con un simile esito.

Perciò sottoscrivo pienamente anche la conclusione della Costamagna: non penso neanche lontanamente di chiedere le dimissioni della sindaca, potrei ancor meno della “quasi” collega filosofa, in quanto iscritto al MoVimento. Ma ammettere gli errori sì, quello è necessario, indispensabile. Fin da bambino, mi è stato insegnato che «quando si sbaglia, la cosa migliore è chiedere scusa subito, senza esitazioni: è il modo migliore per non peggiorare la situazione più di quel che già è peggiorata».

Siccome ormai – in effetti – le scuse non bastano più, Virginia, ti risottopongo le parole della Costamagna: sei in grado di «guidare la scassata macchina della Capitale senza tutor imbarazzanti»? Sei in grado di importi «sul passato e sulla disinformazione, dando un taglio netto e un segno di cambiamento e passione? O viene giù tutto?».

Ripeto: qualunque cosa accada a Roma, non cambierà la mia posizione in materia di aderenza al MoVimento. Già te l’ho detto una volta, Virgi’: torna a essere una “sindaca del MoVimento”, altrimenti finirai a gambe all’aria, e con te Roma, e con Roma qualunque prospettiva di governo a cinque stelle.

Vedi un po’ quello che poi fa’, si dice a Roma.

(1) L’articolo è su F.Q. Premium (abbonati).

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