Ormai la frattura c'è stata. Ed è non solo insanabile: è anche inutile.
Ormai la frattura c'è stata. Ed è non solo insanabile: è anche inutile.

«Che ne dici del Movimento Democratico e Progressista?»

Ogni serbatoio d’aria compressa ha un limite alla pressione interna che può sopportare. Superato tale valore, è normale che si apra una falla ed esploda. È esattamente questo che è accaduto al PD: al suo interno c’è sempre stata la contrapposizione tra l’ala centrista (i “renziani”) e l’ala sinistra, che ha  sempre criticato Renzi, il suo governo e, in particolare, la sua proposta di riforma costituzionale, sulla quale chi mi segue ben conosce la mia posizione.

L’ala sinistra, che avrebbe la velleità di rappresentare i “valori di sinistra”, mai entrati realmente nel DNA dell’ala centrista, non ha accettato di buon grado le dimissioni di Renzi da segretario e la sua successiva ricandidatura alle primarie, ed è “esplosa”, formando il MDP.

Dal mio punto di vista, non è cambiato un bel niente. Non c’è niente di veramente nuovo. Non c’è alcun radicale mutamento nelle forze, nelle personalità e negli obiettivi dell’ennesimo partito (anche se, furbescamente, si è denominato “movimento”, guarda caso), che darà luogo all’ennesima serie di poltrone: segreteria, sede, segretario e altri “a scendere”, auto di servizio, cellulari, portatili, tablet, archivi, ufficio stampa, eccetera. Non è comparso davvero – se non sulla carta e sui costi – un nuovo soggetto politico. Tutto legittimo, perché “mica è il MoVimento 5 Stelle, ma un vero partito”.

Intanto, non senza una certa dose di malignità, mi viene da pensare che sia l’ennesimo diversivo per procrastinare il più possibile la durata dell’attuale parlamento. Non dimentichiamo che è necessario arrivare a settembre 2017 perché deputati e senatori più “giovani” possano garantirsi il diritto alla pensione da parlamentari. Lo ha confermato Gentiloni, ben chiarendo che ha intenzione di restare insediato fino al 2018 e lo ha fatto cercando di essere rassicurante.

In secondo luogo, detta fuori dai denti, ma cos’è stato finora (e adesso ancor peggio) il PD? La versione 2.0 della Democrazia Cristiana di beata memoria, quell’universo culturale e politico che ha ammantato splendori e declino della prima repubblica, implosa rovinosamente su sé stessa dopo l’inchiesta Mani Pulite. Soltanto che in quella fase, al governo, ci sono stati dei politici veri, degli statisti autentici, che hanno saputo cercare e trovare un punto d’equilibrio tra legalità e illegalità (ricordate la confessione di Bettino Craxi all’interrogatorio del dott. Di Pietro?). Senza che per questo li giustifichi per intero, ma non posso non constatare che hanno rubato tanto, ma hanno anche dato.

Questi di oggi, in piena filosofia deleuziana e in ossequio alla teoria del rizoma di Deleuze e Guattari(1), sono nient’altro che assemblaggi. Propaggini orizzontali di un centro di potere che non c’è. Nodi di una rete il cui unico scopo è la sopravvivenza di sé stessa e l’effetto collaterale è quello di impedire che il territorio frani, distruggendo tutto ciò che c’è intorno ma, prima di tutto, sé stessa.

Allora, assemblaggio per assemblaggio, preferisco quello del MoVimento. Almeno sono facce nuove davvero. Non sono emanazioni dirette (e anche avariate) della vecchia politica. Commetteranno errori, agiranno per molti versi con imperizia politica, con strategie discutibili e anche – lo ammetto – con una certa dose di approssimazione e pressapochismo quando si tratta di fare autentiche “scelte politiche”.

No, non è sufficiente la nascita del MDP per farmi cambiare idea. E, come me, credo alla stragrande maggioranza di coloro che hanno sposato il programma e le idee del MoVimento 5 Stelle.

Ritentate. (Forse) sarete più fortunati.

(1) Il riferimento è al libro Mille piani – Capitalismo e schizofrenia, di Gilles Deleuze e Félix Guattari, ed. Cooper Castelvecchi, Roma 2003.

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