Per Roma e per un'Italia davvero a cinque stelle.
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Perché l’M5S

Il Movimento Cinque Stelle oggi è una realtà stabile e presente su tutto il territorio nazionale. Molti dei miei amici e conoscenti, pur se insoddisfatti del “sistema” preesistente, sono ancora oggi scettici e ritengono che l’M5S non sia all’altezza di amministrare né enti locali né, men che meno, il paese intero.

Sono stato alla festa di ringraziamento di Virginia Raggi e, da laureato con passione in Scienze della Comunicazione, posso dire di averle fatto la radiografia. Ce la farà, secondo me, nonostante io abbia riscontrato alcune manchevolezze (qui un mio “appunto” su Facebook, leggibile da chiunque).

Essendo iscritto al Movimento da poco, ancora non posso utilizzare la piattaforma Rousseau, quella attraverso cui si dovrebbe realizzare quel principio di democrazia liquida, diretta, tanto inseguito da Gianroberto Casaleggio. Dunque non posso esaminarla per cercare di capire, almeno a grandi linee, il suo grado di affidabilità. Una delle critiche, infatti, che sento più spesso è quella di far ricorso ai social – in particolare a Facebook – e a strumenti “non omologati” per svolgere attività di censo, interrogazione e raccolta di posizioni che, secondo chi critica, sono troppo soggetti a falsificazioni.

Può essere vero, anche se mi rifiuto di accettare l’idea che nessuno ci abbia pensato. Ma la cosa più importante è che il Movimento, a differenza di tutte le altre forze politiche, è orientato a fare leggi utili per i cittadini, a far funzionare la baracca, a tirare avanti la carretta che è tale perché è la vecchia politica – quella tanto “colta” ed “esperta” – ad averla ridotta così.

Le chiacchiere di tanti, che in certi casi criticano per il solo gusto di criticare, mi lasciano indifferente. Cerco di guardare ai segnali concreti e un segnale concreto è una sindaca che toglie le auto blu e, come massimo dei privilegi, distribuisce la tessera “Intera Rete ATAC”, come si chiamava quand’ero ragazzo, a tutti i dipendenti di staff.

Un altro segnale concreto è un Fabrizio Cicchitto che, intervistato in TV, dichiara apertamente «La cambierei perché questa legge (elettorale, ndr), con il suo meccanismo, in cui c’è anche il ballottaggio, non ha tenuto conto del fatto che il fenomeno del Movimento Cinque Stelle non è un fenomeno transitorio che sarebbe finito con tutta la gente che loro espellevano; ma loro hanno fatto, anche per tutti i difetti del centro destra e del centro sinistra, una operazione di insediamento territoriale per cui sono una forza stabile». Questa si chiama paura, una paura fottuta di vedersi spodestati dalle poltrone.

Cetriolo volante (elaborazione grafica di Mario Toccafondi, http://www.mariotoccafondi.com/)

Cetriolo volante (elaborazione grafica di Mario Toccafondi, www.mariotoccafondi.com)

Come dicevo metaforicamente e ironicamente ad una mia amica (pur perplessissima e con la quale in verità non parlo mai di politica): il Movimento Cinque Stelle sarà anche un cicatrizzante e, dall’altra parte, un altro cetriolo. Ma almeno è un cetriolo diverso dal solito. Allora, se proprio cetriolo deve essere (cioè come è stato finora, purtroppo per tutti, ndr), voglio provarne uno nuovo. Hai visto mai che poi mi piace.